#StoriePerLaVita IL Progetto

#StoriePerLaVita

Racconti di vita, testimonianze, storie che entusiasmano, coinvolgono e danno speranza. Scopriremo i volti di chi, con la ricerca e l'innovazione tecnologica racchiuse in un dispositivo medico, ha ripreso la pienezza della propria esistenza.

Conosceremo Roberto, Sofia, Paolo e Carlo che oggi sorridono e come tante altre persone di tutte le età fanno della loro storia un’esperienza universale.

Raccontaci la tua storia, condivi quelle dei nostri protagonisti e partecipa attivamente a questa raccolta con l’hashtag #storieperlavita

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Roberto

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Paolo

Carlo

Carlo

La sua storia

Carlo ha 30 anni, un’energia contagiosa e tanti progetti. Fa l’architetto e vive tra Milano e Parigi. Ha un’agenda fitta di impegni e viaggi ma il suo tempo libero è dedicato sempre agli amici e alla sua più grande passione: la corsa. Per Carlo la corsa è libertà, forza, sfida. Ma è anche una grande risorsa di energia: ogni volta che lancia il primo passo sente un entusiasmo capace di ristabilire ogni equilibrio. Un incidente in moto ha mandato in frantumi la sua vitalità. Un trauma irreversibile all’articolazione del ginocchio e per Carlo in un attimo sono diventati impossibili i più banali gesti quotidiani.

La protesi

Radiografia al ginocchio con protesi completa

Con l’incidente Il ginocchio di Carlo ha subito un impatto fortissimo ed era impossibile per lui recuperare in modo spontaneo la mobilità. Dopo attente valutazioni sulla gravità delle fratture, un team di ortopedici ha visto l’impianto di una protesi totale del ginocchio come unica soluzione. Vista la giovane età di Carlo i medici hanno voluto puntare a un recupero pieno delle funzioni articolari. La protesi totale, contrariamente a quella parziale o monocompartimentale, è infatti indispensabile nei casi in cui le estremità di femore e tibia debbano entrambe essere ricostruite artificialmente.

Come è fatta una protesi?

È costituita da leghe metalliche con componente principale di titanio. I materiali sono testati e biocompatibili. Fra le due superfici metalliche è interposta una componente, il polietiliene. Uno speciale materiale plastico ad elevata resistenza che facilita lo scorrimento fra femore e tibia e evitandone l’usura precoce.

La riabilitazione

Come è fatto?

Dopo l’intervento Carlo ha iniziato la riabilitazione.
Grazie alla sua determinazione, con l’ausilio delle stampelle e l’assistenza di un fisioterapista, ha iniziato a camminare dopo sole 48 ore. Entusiasta dei progressi quotidiani, in trenta giorni è riuscito a spostarsi autonomamente e ogni giorno con maggiore disinvoltura.

Il ritorno alla vita quotidiana

La ripresa dei movimenti più semplici e la scomparsa progressiva dei dolori hanno in poco tempo restituito a Carlo tutta l’energia che aveva prima dell’incidente. Grazie alla protesi ha piano piano ripreso i sui ritmi di lavoro e con la prima corsa ha provato la sensazione di rincominciare a vivere.