#StoriePerLaVita IL Progetto

#StoriePerLaVita

Racconti di vita, testimonianze, storie che entusiasmano, coinvolgono e danno speranza. Scopriremo i volti di chi, con la ricerca e l'innovazione tecnologica racchiuse in un dispositivo medico, ha ripreso la pienezza della propria esistenza.

Conosceremo Roberto, Sofia, Paolo e Carlo che oggi sorridono e come tante altre persone di tutte le età fanno della loro storia un’esperienza universale.

Raccontaci la tua storia, condivi quelle dei nostri protagonisti e partecipa attivamente a questa raccolta con l’hashtag #storieperlavita

Raccontaci la tua storia

Chiudi

Raccontaci la tua storia

* I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori

Roberto

Sofia

Carlo

Paolo

Paolo

Paolo

La sua storia

Paolo è un uomo dinamico e sportivo. È molto legato alla sua famiglia e in particolare alla sua nipotina, Lucia, che porta spesso in giro per lunghe passeggiate. Condivide con lei anche la passione per la canoa. Ha appena 60 anni e da un anno fa parte degli oltre due milioni di persone che in Italia portano un pacemaker: un piccolissimo dispositivo medico che tiene sotto controllo il ritmo del suo cuore e che gli ha permesso di riprendere una vita normale.

Perchè un pacemaker?

Perchè un pacemaker?

Il cuore di Paolo batte a una frequenza troppo bassa, soffre di bradi aritmia, un disturbo nella conduzione dell’impulso elettrico. Questa condizione gli procurava disturbi, anche gravi, improvvisi capogiri e senso di svenimento imminente. Paolo avvertiva un costante senso di affaticamento e cominciava ad essere irriconoscibile nella sua incapacità di compiere sforzi.

Come funziona

È un piccolo dispositivo medico che interviene costantemente per normalizzare il ritmo cardiaco di Paolo e di tutte le persone affette da diversi tipi di aritmie. Si inserisce in prossimità del cuore e supplisce alla funzione del miocardio di produrre il battito cardiaco: a ogni battito un segnale elettrico si diffonde dalla sommità del cuore e raggiunge la sua parte inferiore, il passaggio del segnale fa sì che il cuore si contragga e riesca a pompare il sangue. Quando questo non avviene spontaneamente entra in gioco il pacemaker.

Come è fatto?

Come è fatto?

Il pacemaker, nonostante le sue dimensioni è un dispositivo altamente tecnologico. È composto da una batteria, da un generatore computerizzato e da piccoli cavi muniti di sensori che registrano l’attività elettrica del cuore e inviano i dati al processore. La batteria fornisce energia al generatore, e il tutto è racchiuso in un piccolo contenitore metallico. I pacemaker di ultima generazione sono anche in grado di monitorare la temperatura del sangue, il ritmo respiratorio e altri fattori, in modo da adeguare il battito alla maggiore o minore intensità dell’attività fisica. Il medico è in grado di programmare il processore del pacemaker con un dispositivo esterno, senza entrare in contatto direttamente con esso.

Il ritorno alla quotidianità

Il ritorno alla quotidianità

In genere poco dopo l'impianto ogni paziente può tornare in tempi brevi a un normale stile di vita. Paolo ha velocemente recuperato le sue energie e accompagnato dall’entusiasmo della sua famiglia ha festeggiato il suo 60esimo compleanno. Con Lucia ha ripreso le uscite in canoa e la vita all’aria aperta. Un dispositivo medico gli ha restituito la sua vita.